Quando le spalle posteriori lavorano poco, il problema non è sempre la mancanza di esercizi, ma spesso la tecnica. Le alzate a 90 aiutano a sviluppare il deltoide posteriore e a rendere più stabile la cintura scapolare, qualità utili anche nel basket. Qui spiego come eseguirle, quale carico scegliere, quali varianti usare e come inserirle senza trasformarle in uno slancio per la schiena.
La tecnica conta più del peso sollevato
- Obiettivo principale del movimento è il deltoide posteriore.
- Il busto resta inclinato vicino ai 90 gradi, con schiena stabile e collo rilassato.
- Un carico corretto permette di completare 10-20 ripetizioni controllate.
- La variante su panca riduce il lavoro della zona lombare e facilita la precisione tecnica.
- Per un cestista, l’esercizio è un complemento utile per controllo scapolare e salute della spalla, non un sostituto dei fondamentali.

Che cosa sono e quale muscolo allenano
Con questo nome si indica di solito una variante delle croci inverse, eseguita con il busto flesso in avanti. Da questa posizione si aprono le braccia verso l’esterno fino a portare i gomiti circa in linea con le spalle. Il lavoro principale ricade sul deltoide posteriore, mentre trapezio medio, romboidi e cuffia dei rotatori contribuiscono a controllare il movimento.
Il riferimento ai 90 gradi riguarda soprattutto l’inclinazione del busto, non un obbligo matematico. Se per mantenere la schiena neutra devo inclinarmi a 70 o 80 gradi, non sto sbagliando automaticamente. Mi interessa molto di più che il braccio si muova senza slancio e che la tensione resti sulla parte posteriore della spalla.
Perché sono interessanti nel basket
Il deltoide posteriore non serve soltanto a dare rotondità alla spalla. Aiuta a controllare il braccio durante frenate, contatti, passaggi e movimenti ripetuti sopra la testa. Non aumenta da solo la potenza del tiro, ma una spalla più equilibrata può migliorare la qualità del controllo articolare e la tolleranza al volume di allenamento.
Non la considero però una soluzione universale. Se il problema è dolore, perdita di forza o limitazione del movimento, insistere con le ripetizioni non è una strategia intelligente. In quel caso servono valutazione professionale e un programma costruito sulla causa reale.
Come eseguirle con manubri senza perdere tensione
Per iniziare bastano due manubri leggeri. Nella maggior parte dei casi il peso utilizzato nelle prime sedute sarà molto più basso di quello impiegato nelle alzate laterali classiche, perché la leva è sfavorevole e il deltoide posteriore è un muscolo relativamente piccolo.
- Posiziona i piedi alla larghezza del bacino e piega leggermente le ginocchia.
- Inclina il busto in avanti mantenendo la schiena neutra, senza arrotondare la zona lombare.
- Lascia le braccia verso il pavimento con i gomiti appena flessi e i palmi rivolti uno verso l’altro.
- Apri i manubri lateralmente guidando il movimento con i gomiti, senza cercare un’altezza eccessiva.
- Fermati per circa un secondo nella posizione alta, poi torna lentamente alla partenza.
Durante la salita pensa a separare i gomiti, non a tirare i manubri. Le scapole possono muoversi in modo naturale, ma non devono essere strizzate con forza a ogni ripetizione. Se il trapezio superiore prende il sopravvento e le spalle salgono verso le orecchie, il carico è probabilmente troppo alto o la traiettoria non è ben controllata.
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Carico, ritmo e serie
Un buon punto di partenza è usare un peso che lasci 1-3 ripetizioni di margine alla fine della serie. Una cadenza semplice è un secondo per salire, una breve pausa e due secondi per scendere. Il ritmo lento non serve a rendere l’esercizio spettacolare, ma a impedire che l’inerzia faccia il lavoro al posto della spalla.
| Obiettivo | Serie e ripetizioni | Recupero |
|---|---|---|
| Apprendere la tecnica | 2-3 serie da 12-15 | 60-90 secondi |
| Ipertrofia del deltoide posteriore | 3-4 serie da 10-20 | 60-90 secondi |
| Lavoro leggero di controllo | 2-3 serie da 15-25 | 45-60 secondi |
Non serve arrivare sempre al cedimento. Quando la schiena inizia a oscillare o la traiettoria si accorcia nettamente, la serie ha già perso gran parte del suo valore. Preferisco aumentare il peso solo dopo aver mantenuto la stessa tecnica per tutte le ripetizioni.
Le varianti che hanno davvero senso
La versione in piedi è pratica, ma richiede una buona capacità di stabilizzazione del busto. Cambiare posizione può essere utile non per rendere l’esercizio più difficile a tutti i costi, ma per togliere un limite specifico e concentrarsi meglio sul muscolo bersaglio.
| Variante | Quando sceglierla | Limite principale |
|---|---|---|
| In piedi con manubri | Per un lavoro semplice e facilmente inseribile nella scheda | La zona lombare può stancarsi prima delle spalle |
| Proni su panca inclinata | Per ridurre lo slancio e isolare meglio il movimento | Richiede una panca regolabile e lascia meno libertà al busto |
| Seduti con busto flesso | Per limitare il contributo delle gambe | È facile incurvare la schiena se la posizione è scomoda |
| Ai cavi | Per mantenere una tensione più continua durante l’arco del movimento | La regolazione dei cavi può modificare molto la sensazione |
| Con elastico | Per riscaldamento o lavoro complementare a casa | La resistenza cresce soprattutto nella parte finale |
La variante su panca è spesso la mia scelta preferita per chi impara. Riduce il bisogno di stabilizzare il tronco e rende più evidente l’errore: se il movimento non parte dai gomiti, il carico si sposta subito su trapezio e articolazione della spalla.
Gli errori che spostano il lavoro dalla spalla
- Usare manubri troppo pesanti e compensare con slancio del busto.
- Sollevare le spalle verso le orecchie, coinvolgendo eccessivamente il trapezio superiore.
- Arrotondare la schiena per raggiungere una posizione più bassa.
- Tenere i gomiti completamente rigidi, aumentando inutilmente la leva sull’articolazione.
- Aprire le braccia molto oltre la linea delle spalle, senza un reale beneficio per il deltoide posteriore.
- Muovere rapidamente i pesi e lasciarli cadere nella fase eccentrica.
Un errore meno evidente è cercare la massima ampiezza a ogni costo. Il range di movimento deve restare quello che riesci a controllare senza dolore e senza cambiare la posizione del tronco. Una traiettoria leggermente più corta, ma stabile, è spesso più produttiva di un’apertura enorme ottenuta con lo slancio.
Durante l’esecuzione dovrebbe esserci fatica muscolare, non una fitta nella parte anteriore della spalla o nella zona lombare. In presenza di dolore persistente, interromperei l’esercizio e farei controllare il gesto da un professionista qualificato.
Come inserirle nella preparazione del cestista
Per un giocatore di basket questo esercizio funziona bene come complemento dopo trazioni, rematori o lavoro tecnico per la parte superiore del corpo. Non lo metterei prima di esercizi esplosivi, perché la fatica locale può peggiorare la precisione nei movimenti successivi.
Un esempio semplice prevede 3 serie da 12-15 ripetizioni due volte alla settimana, lasciando almeno un giorno di distanza tra le sedute. Nei periodi con molte partite si può scendere a 2 serie leggere, soprattutto se la spalla riceve già molto lavoro da tiri, contatti e allenamenti sopra la testa.
| Situazione | Impostazione pratica |
|---|---|
| Preseason o fase di costruzione | 3-4 serie da 12-20 ripetizioni, carico moderato |
| Settimana con una partita | 2-3 serie da 12-15, senza arrivare al cedimento |
| Settimana con molte partite | 2 serie da 15-20, esecuzione pulita e recupero breve |
| Spalla affaticata | Ridurre volume e carico, oppure scegliere una variante più stabile |
Il criterio decisivo non è il bruciore durante la serie, ma la risposta nelle ore successive. Se il giorno dopo senti solo un normale affaticamento muscolare, il dosaggio è plausibile. Se compaiono dolore articolare, perdita di mobilità o peggioramento della prestazione, bisogna rivedere carico, volume o scelta dell’esercizio.
Il test più semplice per capire se il movimento funziona
Registra una serie laterale e osserva tre elementi: la schiena resta ferma, le spalle non salgono e la discesa rimane controllata. Se questi punti sono presenti, anche un manubrio leggero può offrire uno stimolo efficace al deltoide posteriore.
La regola che seguo è concreta: prima controllo, poi carico. In questo esercizio pochi chili eseguiti bene valgono più di una pesantezza che costringe a oscillare, perché l’obiettivo non è dimostrare quanta ghisa riesci a muovere, ma allenare una spalla stabile e utile anche quando il ritmo della partita cambia.