Ti sdrai sulla schiena, sollevi le gambe e dopo poche ripetizioni senti lavorare addome e anche, ma non sai se stai eseguendo davvero bene il movimento. La posizione con le gambe in su può indicare sia un esercizio per il core sia una postura di scarico, con obiettivi molto diversi: qui chiarisco tecnica, varianti, benefici e limiti, con un taglio pratico utile anche a chi gioca a basket.
La posizione corretta rende il lavoro più utile e sicuro
- Obiettivo principale del sollevamento è controllare bacino e tronco, non cercare un movimento ampio a tutti i costi.
- Principianti dovrebbero iniziare con ginocchia piegate e 2-3 serie da 6-10 ripetizioni.
- La discesa lenta, di circa 2-3 secondi, conta più della velocità.
- Nel basket l’esercizio aiuta il controllo del core, ma non sostituisce squat, affondi, salti e sprint.
- Gambe sollevate a riposo possono dare sollievo dopo molte ore in piedi, ma non curano ogni tipo di gonfiore.

Cosa significa davvero allenarsi con le gambe sollevate
Quando si parla di gambe sollevate si possono intendere almeno due situazioni. La prima è il leg raise, cioè il sollevamento controllato degli arti inferiori per allenare il core. La seconda è una posizione rilassata, per esempio con i piedi appoggiati a una parete, usata per ridurre la sensazione di pesantezza dopo una giornata intensa.
Nel lavoro atletico mi concentro soprattutto sulla prima variante. Il movimento richiede flessione dell’anca, controllo del bacino e stabilità lombare. Gli addominali non devono semplicemente “bruciare”: il loro compito è impedire che la schiena si inarchi mentre le gambe si muovono.
Questo dettaglio cambia molto la qualità dell’esercizio. Se sollevi le gambe senza controllare il bacino, spesso lavorano soprattutto i flessori dell’anca, mentre la zona lombare compensa. Non è un errore perché senti i muscoli anteriori dell’anca, ma significa che il gesto non sta raggiungendo bene l’obiettivo.
Come eseguire il leg raise senza caricare la schiena
La posizione di partenza
Stenditi su un tappetino con la schiena a terra, le gambe distese e le braccia lungo i fianchi. Prima di iniziare, porta leggermente le costole verso il basso e cerca una posizione del bacino stabile, senza forzare la lombare contro il pavimento con una spinta eccessiva.
Se sei alle prime armi, piega le ginocchia a circa 90 gradi. Questa versione accorcia la leva e riduce il carico, permettendoti di imparare il controllo. La mia regola è semplice: il range di movimento deve finire prima che la schiena inizi ad arcuarsi.
Il movimento passo dopo passo
- Contrai l’addome come se dovessi prepararti a ricevere un contatto.
- Sollevi le gambe senza slancio, mantenendo il bacino fermo.
- Arriva fino al punto in cui riesci ancora a controllare la zona lombare.
- Abbassa le gambe lentamente per 2-3 secondi.
- Fermati appena prima di perdere la posizione e riparti.
Non serve portare i piedi il più vicino possibile al pavimento. Per molte persone il tratto più difficile è proprio la discesa, perché la leva diventa lunga e il bacino tende a inclinarsi in avanti. In quel caso riduco l’ampiezza, piego le ginocchia oppure scelgo una variante più semplice.
Respirazione e volume
Espira mentre stabilizzi il tronco e inizi il movimento, poi inspira durante la fase più facile senza rilassare completamente l’addome. Per cominciare sono sufficienti 2-3 serie da 6-10 ripetizioni, con 60-90 secondi di recupero.
Quando riesci a completare tutte le ripetizioni senza slancio e senza dolore lombare, puoi arrivare a 3-4 serie da 8-12. Aumentare oltre questo volume non è sempre utile: spesso conviene rendere il gesto più lento o scegliere una variante più impegnativa.
Quale variante scegliere in base al proprio livello
Il sollevamento delle gambe non è un unico esercizio. Cambiando l’angolo delle ginocchia, il sostegno e la velocità, cambi anche la difficoltà. Io preferisco una progressione graduale, perché la tecnica si costruisce meglio con una leva gestibile che con ripetizioni sporche.
| Variante | Per chi è adatta | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Dead bug con una gamba | Principianti o chi ha poco controllo del bacino | 3 serie da 6-8 ripetizioni per lato |
| Knee raise da terra | Chi deve ridurre la leva | 3 serie da 8-12 ripetizioni |
| Leg raise a gambe piegate | Livello intermedio | 3 serie da 8-10 ripetizioni lente |
| Leg raise a gambe distese | Chi controlla bene la zona lombare | 3 serie da 6-10 ripetizioni |
| Hanging knee raise | Atleti con buona presa e stabilità delle spalle | 3 serie da 6-10 ripetizioni senza oscillare |
La variante sospesa alla sbarra è più difficile non solo per l’addome. Devi stabilizzare spalle, presa e bacino mentre il corpo tende a oscillare. Se per completare una ripetizione devi dondolare, preferisco tornare a una versione a terra e lavorare su controllo e tensione.
Il crunch inverso è un’altra opzione interessante. Invece di sollevare le gambe con una lunga leva, porta il bacino verso il torace con un movimento breve. È spesso più facile da percepire, ma non va trasformato in uno slancio delle ginocchia.
Che vantaggi offre a chi gioca a basket
Nel basket il core non serve a mostrare gli addominali, ma a trasferire forza tra gambe e parte superiore del corpo. Un tronco stabile aiuta durante arresti, cambi di direzione, contatti e atterraggi, quando il corpo deve frenare e ripartire in pochi istanti.
Il lavoro con gli arti inferiori sollevati può migliorare la capacità di mantenere il bacino sotto controllo mentre le gambe si muovono. Questo è utile, per esempio, nei gesti che richiedono rapidità dell’anca e stabilità del tronco, ma non significa che l’esercizio aumenti automaticamente la potenza del salto.
Per elevazione e accelerazione servono soprattutto forza degli arti inferiori, coordinazione e produzione rapida di forza. Squat, split squat, stacchi rumeni, salti e sprint hanno un trasferimento più diretto. Io inserisco il leg raise come complemento, non come esercizio principale per diventare più esplosivi.
Un inserimento pratico nella settimana
Puoi eseguire questo lavoro dopo la parte principale della seduta, quando non deve più interferire con squat o salti. Una frequenza ragionevole è 1-2 volte alla settimana, lasciando almeno un giorno di recupero tra le sessioni più impegnative per il core.
- Dead bug, 3 serie da 6 ripetizioni per lato.
- Leg raise a ginocchia piegate, 3 serie da 8 ripetizioni.
- Plank laterale, 2 serie da 20-30 secondi per lato.
Per un giocatore intermedio puoi sostituire il secondo esercizio con 3 serie da 6-10 sollevamenti alla sbarra, purché il bacino resti stabile. Se il giorno dopo hai una partita o una seduta di salti, mantieni un volume moderato e non allenare il core fino al cedimento.
Gli errori che fanno perdere qualità al movimento
Usare lo slancio
Sollevare e abbassare rapidamente le gambe può far sembrare l’esercizio più facile, ma riduce il controllo. Lo slancio crea inerzia e spesso porta a oscillazioni, soprattutto nella variante alla sbarra. Una pausa breve nella posizione alta e una discesa lenta rendono il gesto molto più efficace.
Inarcare la zona lombare
Quando le gambe scendono troppo, la schiena può staccarsi dal pavimento. Se senti pressione lombare, interrompi prima la discesa, piega le ginocchia o torna al dead bug. Il dolore non è un indicatore di buon allenamento e non va ignorato per completare una serie.
Cercare gli addominali “bassi” in modo isolato
Non puoi isolare perfettamente una piccola parte del retto addominale. Il lavoro coinvolge una combinazione di addominali, flessori dell’anca e muscoli stabilizzatori. Per questo considero poco utile inseguire la sensazione di bruciore in una zona precisa e preferisco valutare postura, respirazione e controllo.
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Aumentare subito la difficoltà
Passare direttamente alla sbarra o alle gambe completamente distese è un errore comune. La progressione deve seguire la qualità: prima completi le serie senza oscillare, poi aumenti il range, quindi aggiungi difficoltà. Un esercizio più semplice eseguito bene vale più di una variante avanzata fatta con compensi.
Gambe sollevate per recuperare e ridurre la pesantezza
Tenere le gambe appoggiate a una parete o su un rialzo non è un esercizio di forza. È una posizione di riposo che può risultare piacevole dopo molte ore in piedi, dopo un viaggio o al termine di una giornata con molto lavoro sulle gambe.
Puoi restare in posizione per 5-10 minuti, respirando lentamente e senza spingere le ginocchia. Se compaiono formicolio, dolore o intorpidimento, abbassa le gambe e cambia posizione. L’effetto è soprattutto di sollievo temporaneo, non di “detossificazione” o recupero miracoloso.
Un gonfiore improvviso, marcato o presente su una sola gamba richiede prudenza. Anche dolore, arrossamento, calore locale o difficoltà respiratoria non sono segnali da gestire con esercizi trovati online: in questi casi è più sicuro rivolgersi rapidamente a un professionista sanitario.
La scelta più utile dipende da cosa vuoi migliorare
Se vuoi allenare il controllo del tronco, scegli una variante a terra e lavora con lentezza. Se cerchi sollievo dopo una giornata pesante, usa una posizione comoda con le gambe appoggiate, senza confonderla con un allenamento addominale.
Per chi gioca a basket, la combinazione più sensata è un core stabile, gambe forti e movimenti esplosivi ben programmati. Il sollevamento controllato può occupare un piccolo spazio nella scheda, ma la differenza la fanno tecnica, progressione e continuità, non il numero di ripetizioni eseguite a ogni costo.