Allungamento dello psoas per il basket - esercizi sicuri

15 luglio 2026

Illustrazione di esercizi per l'allungamento dello psoas: una donna esegue tre posizioni di stretching.

Indice

Un allungamento dello psoas ben eseguito può aiutare chi passa molte ore seduto, corre spesso o arriva all’allenamento di basket con anche rigide e una fastidiosa tensione lombare. Qui trovi esercizi pratici, tempi di esecuzione, errori da evitare e criteri utili per capire quando lo stretching è appropriato e quando serve una valutazione professionale.

La mobilità dell’anca migliora quando allungamento, controllo e forza lavorano insieme

  • Posizione del bacino: evita di inarcare la zona lombare durante l’esercizio.
  • Durata utile: mantieni ogni posizione per 30-40 secondi, senza dolore.
  • Frequenza: 2-4 sessioni settimanali sono più efficaci di una seduta sporadica.
  • Basket: prima di giocare preferisci mobilità dinamica, dopo l’allenamento stretching più lento.
  • Dolore inguinale persistente: non trattarlo automaticamente come semplice rigidità dello psoas.

Perché il muscolo ileo-psoas può diventare rigido

Lo psoas maggiore e l’iliaco formano il principale gruppo dei flessori dell’anca. Intervengono quando sollevi il ginocchio, corri, sali le scale e cambi direzione. Lo psoas ha inoltre collegamenti con la colonna lombare, quindi una sua ridotta mobilità può influenzare il modo in cui bacino e schiena si muovono.

La causa più comune è semplice: troppe ore con l’anca piegata. Scrivania, automobile e divano mantengono il muscolo in una posizione accorciata. Nel basket si aggiungono scatti, arresti, salti e ripetute flessioni dell’anca, soprattutto quando il core e i glutei non riescono a stabilizzare bene il bacino.

Una sensazione di tensione nella parte anteriore dell’anca non dimostra però che lo psoas sia l’unico responsabile. Anche retto femorale, adduttori, articolazione dell’anca o zona lombare possono produrre sintomi simili. Per questo considero lo stretching un tassello del lavoro di mobilità, non una diagnosi.

Donna fa stretching per l'allungamento dello psoas appoggiata a un muro arrugginito, con cuffiette e pantaloncini arancioni.

Tre esercizi efficaci per liberare la parte anteriore dell’anca

Affondo in ginocchio con retroversione del bacino

È la variante più pratica, soprattutto per chi si allena in palestra o sul campo. Per allungare il lato sinistro, appoggia il ginocchio sinistro a terra e porta il piede destro in avanti. Mantieni il busto verticale, contrai leggermente il gluteo sinistro e porta il bacino in retroversione, come se volessi avvicinare il pube all’ombelico.

  1. Sposta lentamente il bacino in avanti senza inarcare la schiena.
  2. Fermati quando senti tensione davanti all’anca sinistra.
  3. Mantieni la posizione per 30-40 secondi.
  4. Ripeti 2 volte per lato, respirando in modo regolare.

Il dettaglio che fa la differenza è il bacino. Se spingi soltanto il ginocchio in avanti e lasci la zona lombare in iperlordosi, potresti sentire più la schiena che la parte anteriore dell’anca. Per aumentare leggermente la tensione puoi sollevare il braccio del lato in appoggio, senza inclinarti o perdere equilibrio.

Allungamento supino dal bordo del letto

Questa posizione permette di controllare meglio la schiena e spesso risulta più confortevole dopo un allenamento intenso. Sdraiati vicino al bordo del letto o di una superficie stabile. Porta un ginocchio verso il petto e lascia scendere lentamente l’altra gamba oltre il bordo.

La schiena deve rimanere appoggiata. Se la gamba sospesa non scende molto, non forzarla: l’obiettivo è percepire una tensione moderata davanti all’anca, non raggiungere una posizione estrema. Mantieni 30 secondi per lato e ripeti 2-3 volte.

Posizione prona con estensione controllata

Stenditi a pancia in giù con gli avambracci appoggiati a terra. Attiva leggermente i glutei e solleva il torace senza spingere il bacino lontano dal pavimento. È un movimento delicato che coinvolge la catena anteriore e può essere utile quando l’affondo in ginocchio irrita le ginocchia.

Non trasformarlo in una grande estensione lombare. Se compare dolore nella schiena o una sensazione di compressione, riduci l’ampiezza oppure interrompi. In questo esercizio la qualità del controllo conta più della profondità.

Esercizio Quando usarlo Dosaggio iniziale
Affondo in ginocchio Mobilità generale e preparazione post-allenamento 2 serie da 30-40 secondi per lato
Supino dal bordo Recupero e lavoro a bassa intensità 2-3 serie da 30 secondi per lato
Prono controllato Mobilità della catena anteriore 6-8 ripetizioni lente o 20-30 secondi

Come inserirlo nella routine di allenamento

Prima di una partita non cerco di rendere il muscolo completamente rilassato. Un lungo stretching statico subito prima di sprint e salti può lasciarti temporaneamente meno reattivo. Preferisco 5-8 minuti di mobilità dinamica, con affondi camminati, oscillazioni controllate della gamba, skip leggero e attivazione dei glutei.

Dopo l’allenamento o in una seduta separata, invece, puoi mantenere le posizioni più a lungo. Una routine semplice richiede circa 8-10 minuti e comprende due esercizi per l’ileo-psoas, un movimento per i glutei e uno per la mobilità dell’anca.

  • Affondo in ginocchio, 30 secondi per lato.
  • Ponte per i glutei, 10-12 ripetizioni.
  • Allungamento supino, 30 secondi per lato.
  • Mobilità dell’anca in posizione 90/90, 5 ripetizioni lente per lato.

Se trascorri molte ore seduto, non aspettare la sera per recuperare tutto. Alzarti ogni 30-45 minuti, camminare per uno o due minuti e cambiare posizione spesso può ridurre la sensazione di rigidità più di una singola sessione intensa.

Gli errori che rendono inutile lo stretching

Inarcare la zona lombare

È l’errore più frequente. Il corpo cerca movimento dove lo trova più facilmente e la schiena compensa la scarsa estensione dell’anca. Prima di avanzare nell’affondo, porta il bacino in posizione neutra e contrai il gluteo della gamba dietro.

Spingere fino al dolore

Uno stretching efficace può dare una tensione chiara, ma non dovrebbe provocare dolore pungente, bruciore profondo, formicolio o dolore inguinale crescente. Io uso una scala molto semplice: resta intorno a 3-4 su 10 di intensità e mantieni una respirazione tranquilla.

Allungare soltanto e non rinforzare

Se il bacino non è stabile, il muscolo può irrigidirsi di nuovo appena riprendi a correre. Inserisci quindi ponte per i glutei, plank laterale e sollevamenti controllati del ginocchio. La mobilità che riesci a controllare sotto carico è più utile di un’ampiezza ottenuta solo passivamente.

Leggi anche: Alzate a 90 per il deltoide posteriore - tecnica e varianti

Usare lo stesso esercizio per ogni situazione

Un giocatore dopo una partita, una persona sedentaria e un atleta con dolore all’inguine non hanno necessariamente bisogno dello stesso lavoro. La posizione supina è spesso più facile da dosare, mentre l’affondo richiede maggiore controllo del bacino. Scegli la variante che lascia una sensazione di leggerezza, non quella che sembra più spettacolare.

Quando è meglio fermarsi e chiedere una valutazione

Lo stretching non dovrebbe essere la risposta automatica a ogni dolore nella parte anteriore dell’anca. Un fastidio che dura oltre 10-14 giorni, peggiora con la corsa o compare anche durante la camminata merita una valutazione da parte di fisioterapista o medico.

Fai particolare attenzione a dolore intenso all’inguine, perdita di forza, scatto doloroso, gonfiore, formicolio o sintomi che si irradiano lungo la gamba. Anche dolore lombare associato a febbre, malessere generale o disturbi urinari richiede un parere medico e non un programma di stretching fai da te.

Negli atleti, il fastidio può dipendere da sovraccarico del tendine, irritazione articolare, pubalgia o problema lombare. In questi casi il percorso efficace comprende spesso modifica temporanea dei carichi, rinforzo e recupero progressivo, non solo maggiore elasticità.

La regola semplice per muoversi meglio in campo

Dedica allo stretching dell’anca pochi minuti, ma fallo con costanza. Mantieni il bacino stabile, evita di inseguire la posizione più profonda e abbina sempre la mobilità a glutei e core più forti.

Per il basket, la combinazione che considero più utile è dinamica prima dell’allenamento, lavoro statico dopo e brevi pause attive durante la giornata. Se la rigidità migliora ma il dolore resta, il segnale non è di insistere: è di capire che cosa sta realmente limitando il movimento.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Prima dell’allenamento sono preferibili 5-8 minuti di mobilità dinamica, con affondi camminati, oscillazioni controllate, skip leggero e attivazione dei glutei. Dopo l’allenamento o in una seduta separata puoi usare stretching statico, mantenendo le posizioni per più tempo.

Per allungare il lato sinistro, appoggia il ginocchio sinistro a terra, porta il piede destro avanti, mantieni il busto verticale e contrai leggermente il gluteo sinistro. Porta il bacino in retroversione, avanza lentamente senza inarcare la schiena e mantieni la posizione per 30-40 secondi, ripetendo 2 volte per lato.

Se il fastidio dura oltre 10-14 giorni, peggiora con la corsa o compare camminando, è consigliabile una valutazione professionale. Occorre fermarsi e chiedere un parere anche in presenza di dolore inguinale intenso, perdita di forza, scatto doloroso, gonfiore, formicolio o sintomi lungo la gamba.

Puoi svolgere 2-4 sessioni settimanali, mantenendo gli allungamenti per circa 30-40 secondi senza dolore. Una routine di 8-10 minuti può includere affondo in ginocchio, ponte per i glutei, allungamento supino e mobilità dell’anca in posizione 90/90; durante la giornata, alzati ogni 30-45 minuti e cammina per uno o due minuti.

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stretching psoas mobilità basket glutei

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Hector Bellini

Hector Bellini

Mi chiamo Hector Bellini e dedico la mia passione al mondo del basket, con un focus particolare su allenamento, nutrizione e mentalità. Negli ultimi 7 anni ho approfondito questi aspetti, cercando sempre di offrire contenuti chiari e utili a chiunque voglia migliorare le proprie prestazioni sul campo e fuori. Il mio obiettivo è semplificare concetti complessi, basandomi su ricerche accurate e confrontando diverse informazioni per fornire una prospettiva completa e aggiornata. Credo fermamente che un approccio olistico, che unisca preparazione fisica, alimentazione consapevole e forza mentale, sia la chiave per raggiungere il vero potenziale nel basket.

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